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LETTERE AL VENTO Biglietti, venerdì 22 maggio • 20:00 - 21:00 | Eventbrite

Ci sono città che si lasciano raccontare attraverso i monumenti, la storia, le cronache. E poi ci sono città come Napoli, che continuano a vivere soprattutto nelle voci invisibili che le attraversano ogni giorno, nei silenzi delle pietre, negli oggetti dimenticati, nei luoghi che osservano il tempo scorrere senza mai smettere di custodire memoria.

Da questo ascolto profondo nasce Lettere al vento. Il foglio bianco della memoria di Annamaria Russo, in scena venerdì 22 maggio 2026 alle ore 20.00 presso la Chiesa di San Gennaro al Vomero e sabato 23 maggio 2026 alle ore 12.00 sullo Scalone Monumentale della Floridiana, per il Maggio dei Monumenti 2026.

Più che uno spettacolo teatrale, Lettere al vento è un attraversamento poetico della città, un racconto corale in cui parole e musica si incontrano per restituire l’anima mutevole e stratificata di Napoli.

Ad accompagnare il tessuto narrativo è la musica, elemento vivo e pulsante dello spettacolo. Le interpretazioni di Rosaria De Cicco e Massimo Masiello, accompagnati al pianoforte da Luca Mennella, intrecciano le lettere a una trama di canzoni della tradizione napoletana che dal Settecento arriva fino alla contemporaneità. Le melodie emergono come memorie collettive, echi lontani, respiri condivisi, non illustrano il testo, ma lo attraversano, lo amplificano, lo trasformano in esperienza emotiva.

Sulla scena arrivano lettere bianche, senza destinatario apparente, affidate all’aria come pensieri necessari. A scriverle non sono esseri umani, ma presenze simboliche e quotidiane che abitano da sempre l’immaginario urbano: un semaforo che osserva l’umanità fermarsi e ripartire, il Castel dell’Ovo sospeso tra storia e leggenda, un pastore di San Gregorio Armeno fragile e resistente come la memoria popolare stessa.

Sono voci inattese, marginali solo in apparenza, che scelgono la scrittura come gesto intimo e vitale. Attraverso le loro parole emerge una Napoli raccontata da prospettive laterali, una città che sembra osservarsi da dentro, senza retorica, lasciando affiorare contraddizioni, malinconie, ironie e improvvise accensioni di luce.

Ogni lettera aggiunge un frammento di racconto e contribuisce a comporre una geografia emotiva dove passato e presente convivono continuamente.

Lettere al vento invita il pubblico a sostare nell’ascolto e a lasciarsi attraversare da ciò che spesso resta invisibile. Perché forse, per raccontare davvero Napoli, bisogna permettere alla città di scrivere da sola le proprie lettere e affidarle al vento, insieme alle sue canzoni.

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