
"Cresce la mobilitazione per il 15 febbraio. Centinaia di adesioni, già più di 200 in pochissimi giorni, e altre stanno ancora arrivando in queste ore. Personalità del mondo delle istituzioni, della politica e dello spettacolo, intellettuali, associazioni, centri antiviolenza, società civile, giovani, donne.
È la risposta forte, immediata al nostro appello contro il ddl della senatrice Bongiorno che rimette in discussione il principio del consenso, così come sancito dalla Convenzione di Istanbul, e aggrava di nuovo il peso del processo sulle donne".
Così il comitato promotore “senza consenso è stupro di Napoli e Campania” che raccoglie organizzazioni di donne, femministe e femminili, i sindacati CGIL e UIL, organismi regionali istituzionali, associazioni democratiche e le reti dei Centri Antiviolenza e delle cooperative.
“Tra le firme più significative - sottolineano dal comitato - Marisa Laurito, Cristina Donadio, Maurizio De Giovanni, Marco Zurzolo, Enza Amato, Presidente del Consiglio comunale di Napoli ,Teresa Armato, Assessora del Comune di Napoli, Francesca Amirante, Consigliera regionale, Vicepresidente VI commissione, Emanuela Ferrante, Assessora Pari Opportunità del Comune di Napoli, Bruna Fiola, Consigliera regionale, Presidente VI Commissione, Claudia Pecoraro Assessora alle Pari Opportunità Regione Campania, Loredana Raia, Consigliera Regionale, Presidente della V commissione e la Senatrice Valeria Valente. E ancora il Sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, l'Assessora alle Pari Opportunità del Comune di Bacoli, Cinzia Massa, il Comune di Casagiove, la Commissione Pari Opportunità della Regione, Arci Campania, Articolo 21, CIF (Centro italiano femminile) Fermatevi! Giulia Giornaliste, Legambiente, Io ci sto, Differenza Donna APS, Tempo libero, Terra di Lei, DiEffe Differenza Femminile, l’associazione Giuseppe Veropalumbo vittima innocente di camorra, gli studenti dell’Udu di Napoli e Campania, il Partito Democratico della Campania e Rifondazione comunista.
“Domenica mattina - concludono - saremo in tantissime a Napoli in contemporanea a tante altre piazze italiane. Il 28 febbraio andremo a Roma alla manifestazione nazionale e non ci fermeremo finché non si tornerà al testo approvato all’unanimità alla Camera perché sul principio del consenso non si può mediare. La legge deve riconoscere la libertà delle donne di scegliere con un consenso libero e attuale. Senza questo consenso, è violenza. Se non si scrive così - concludono - è meglio non fare alcuna riforma”.