Risultato immagini per NAPOLI & DINTORNI A CURA  DI ENZO LONGOBARDILIVERI, LA PICCOLA LOURDES DEL NOLANO

Liveri ed il Santuario di Santa Maria a Parete si trovano a tre chilometri da Nola, lungo la strada che conduce al Vallo di Lauro, su una collina verde di ulivi.
Un comune che secondo gli storici trae origine dai tempi delle lotte romane contro i cartaginesi, guidati dal loro famoso comandante Annibale, il quale, dopo Canne (in Puglia), dove aveva inflitto una dura sconfitta ai romani, si diresse verso l’Irpinia e poi verso la piana vesuviana. Dopo un tentativo di prendere Napoli, vi rinunciò e svoltò verso la ricca e opulenta Nola, amica dei Romani, il cui Senato teneva ben salda l’alleanza con Roma e la si accampò per settimane. 
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Ma Liveri è soprattutto da più di 500 anni, meta di pellegrinaggi (e di nozze) in quanto la sua fondazione fu legata ad un evento miracoloso, tale che qualcuno, defini Liveri la piccola Lourdes. I fatti così furono: la notte tra il 12 ed il 13 aprile 1514, la Vergine Nazarena, apparve alla fanciulla Autilia Scala, detta “Delle Vaccherelle”, poiché era solita pascolare sul poggio dove oggi sorge il Santuario. La Vergine disse alla fanciulla: “ Autilia, ti ho scelta per una delle più alte imprese che compirai a mio nome, portati dal Conte Enrico Orsini, in Nola, e digli, che sotto quel cespuglio a destra della mia mano, vi è sepolta una mia immagine, da molti secoli; voglio che si scavi la terra e si edifichi in mio onore un Tempio”.  
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Il Conte Orsini fu molto perplesso ma il giorno dopo riapparve la Signora ed ordinò di riandare dal Conte e come segno tangibile della visione, le toccò il volto con la mano, e ben presto cinque raggi rifulsero sulla guancia della fanciulla. Stavolta il Conte credette alla fanciulla e di accordo col Vescovo di Nola, Monsignor Bruno, scavò tra i rovi del cespuglio e trovò davvero la Sacra Immagine dipinta su di una vecchia parete, in mezzo a due angeli, subito identificata per l’Immacolata Regina delle Vittorie; mentre ai suoi piedi fu trovata una campanella del peso di circa 40 chili, al cui suono si attribuisce la virtù di allontanare le tempeste, i temporali ed ogni calamità, mentre intorno vi si legge l’iscrizione: Ss. Nicolas, confessor christi, maria virgo ora pronobis, karolus dei gratia rex siciliae. Papa Leone X, nel 1519, dichiarò l’origine Celeste del luogo. Altri Papi, quali Gregorio XIII e Pio IX, arricchirono il Santuario di indulgenza e privilegi, mentre Papa Pio X (Santo), elevò il Santuario a Basilica aggregata a quella Vaticana.Liveri è anche definita il borgo della luce. Tale appellativo è riconducibile non solo alle apparizioni mariane, ma anche all’antica lavorazione della cera che qui anima l’artigianato locale vive.
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A Liveri le cererie operanti sono 14, la maggior parte delle quali ubicate nella zona PIP (Piano Insediamento Produttivo), e producono ceri artistici e liturgici e, inoltre, paraffine industriali. Oggi le cererie sono diventate industriali, ma non è mai cambiato il significato simbolico ed il suo rapporto con il santuario e la fede. La cera riproduce l’amore di Dio; racconta di Cristo, luce che viene a mostrarci la via; descrive il fuoco dello Spirito Santo; simboleggia la fiamma viva della fede, che sempre va alimentata; raffigura la vita, che nasce, si consuma e muore ma soprattutto, è traccia della nostra preghiera. Come dicono a Liveri “ ogni volta che accendiamo un cero permettiamo al nostro spirito di continuare ad essere presente là dove pesa la nostra assenza fisica”. Liveri fu anche richiamato in una opera filosofica di Giordano Bruno: “ Il Candelaio” del 1582. Ma non fatevi ingannare dal titolo, poiché pur parlando di Liveri non stiamo parlando… di candele! Questo termine, infatti, ripreso nella sua accezione dialettale napoletana, era a quel tempo una delle forme più spregiative con cui venivano etichettati gli omosessuali . Un’opera che fu di rottura con gli schemi tradizionali della commedia rinascimentale e anticipò la rivoluzione che Goldoni opererà in campo teatrale due secoli dopo. 
*docente di marketing turistico e local development