SQUALLOR, IL FUORI DAL CORO. PASSANDO PER PASOLINI, DR. HOUSE E BERTRAND RUSSEL

enzo buonaEra il 1983, un LP Arrapaho e la sequenza degli ancheggiamenti di un pellerossa effeminato che esclamava: "Ciao, comprati Arrapaho, fruttò 180.000 copie vendute facendo conoscere a tutta Italia quattro amici, goliardici ed irriverenti, ben inseriti nel mondo discografico: Giancarlo Bigazzi, Toto Savio, Daniele Pace ed infine Alfredo Cerruti al tempo anche compagno di Mina. Erano gli Squallor. Sbeffeggiavano vizi e malcostumi dell'Italia "Prima Repubblica". Nessuno si salvava: partiti politici, comunisti, fascisti, socialisti, democristiani; femministe, gay, imprenditori e industriali, stampa e tv. Uno stile “demenziale”, influencer poi di altri gruppi come gli Skiantos ed Elio e Le Storie Tese. 

14 Lp e milioni di cassette pirata, senza un briciolo di pubblicità. Titoli come “’O tiempo se ne va” e “Cornutone” conosciutissimi. Le loro canzoni in napoletano, si ascoltavano solo nelle radio locali, poiché la tv e la radio di Stato censuravano quasi sempre i loro brani. Si pensi che Cornutone, del 1981 aveva nel testo, ben 30 “parolacce”. Gli Squallor erano gli antesignani della “musica gratis” della prima epoca: uno comprava il disco, centinaia se lo copiavano in cassetta e la popolarità arrivava dal passaparola. Gli Squallor toccarono il loro apice nel 1985 quando l'album Tocca l'albicocca si piazzò al 13° posto nella hit parade dell'anno, grazie a un singolo "clean" intitolato USA for Italy, ispirato al progetto USA for Africa ed alla famosa We are the world.

Squallor non era solo un gruppo musicale, erano la coscienza sporca del Paese, qualcosa di sordido, che doveva essere nascosto, e che si ascoltava come in una sorta di rito carbonaro

Autori contro per definizione, come Pier Paolo Pasolini, morto assassinato nel 1975, che con la sua scabrosa ed irriverente produzione culturale, scosse la coscienza e la vita di troppi uomini ovattati, portando all’attenzione problematiche sociali, politiche, religiose, morali, con le quali ancora oggi ci confrontiamo. Un pugno nello stomaco furono i suoi audaci interventi pubblici: note le sue accuse alla televisione, al consumismo sfrenato, alla scuola, al Palazzo del Potere, ai giovani sessantottini, ai controllori della (dis)informazione pubblica, le sue opposizioni al divorzio e all’aborto. Impossibile separare l’opera dalla vita: Pasolini diede alle stampe testi per quel tempo immorali: come “Ragazzi di vita”, che trattava il tema scabroso della prostituzione omosessuale, come il film “La ricotta” per il quale il “poeta corsaro” fu accusato di vilipendio della religione, come “Salò o le 120 giornate di Sodoma” in cui, Pasolini accostò il marchese De Sade a Dante Alighieri e le sue tre bolge del Cerchio dei Violenti. in cui uomini e donne erano vittime di torture sessuali fino ad annullare la loro personalità, la loro dignità. «Il mondo mi odia e non lo sa», scriveva infatti Pasolini con estrema irriverenza nei confronti dei suoi stessi detrattori ma anche con ingenuità verso quel “mondo” che, in realtà, ne era consapevole.

Irriverenza, sarcasmo, allergia al potere, quello di cui si cinge Gregory House, il famoso Dr House antieroe, adorato per il suo constante oscillare tra disincanto e ironia, sempre in lotta con il sistema ma prima di tutto con se stesso. House, un medico, quanto di più lontano dal modello tipico tipo E.R. e Grey’s Anatomy: Greg è intelligente, inquieto e infelice perché capace di leggere il mondo in modo profondo e onesto, mettendone in ridicolo ipocrisie e menzogne. Non è perfetto, lo sa, ma non gli importa perchè non fa dell’opinione altrui il perno della sua vita. È una persona respingente, che tiene a distanza chiunque salvo poi mostrare tutta la sua umanità quando comprende con precisione cristallina l’animo di chi lo circonda.

Squallor, Pasolini, Gregory House, pur con le dovute distinzioni, accumunati da una grande capacità oggi chiamata anche pensiero laterale o insight, il ragionare fuori dai soliti schemi, Saper dissentire in modo intelligente. Quello che auspicava il grande filosofo inglese Bertrand Russel, il matematico della pace, vincitore del premio Nobel per la letteratura nel 1950, nel cuore di tanti giovani che ancora oggi guardano a lui come modello del pensiero controcorrente. Diceva Russel ai giovaniuello che auspicava

Non smettete mai di protestare, di dissentire, di porvi domande, di mettere in discussione l’autorità, i luoghi comuni, i dogmi. Non esiste verità assoluta. Non smettete di pensare. Siate voci fuori dal coro. Siate il peso che inclina il piano. Siate sempre in disaccordo perché il dissenso è un’arma. Siate sempre informati e non chiudetevi alla conoscenza perché anche il sapere è un’arma. Forse non cambierete il mondo, ma avrete contribuito a inclinare il piano nella vostra direzione e avrete reso la vostra vita degna di essere raccontata. Un uomo che non dissente è un seme che non crescerà mai.

*docente di marketing turistico e local development