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Mercoledì 13 giugno, giornata ricca di appuntamenti per il Napoli Teatro Festival Italia, la manifestazione finanziata dalla Regione Campania, diretta da Ruggero Cappuccio e organizzata dalla Fondazione Campania dei Festival, presieduta da Luigi Grispello. Si parte con la rassegna dedicata alla Letteratura, Qui, a cura di Silvio Perrella, che presenta i poeti Vittorio Bodini e Carlo Betocchi, letti da Celeste Casciaro e Eduardo Winspeare, a seguire la proiezione del film La vita in comune di Edoardo Winspeare (La poesia cambia la vita, Villa Pignatelli, ore 19.00).

Arrivano a Napoli grandi nomi dello spettacolo internazionale: per la danza, Annabelle Chambon, Cédric Charron e Jean-Emmanuel Belot (Tomorrowland, Sala Assoli, ore 19.00); ancora l’artista libanese Rabih Mroué (Sand in the eyes, Teatro Trianon Viviani, ore 20.00). Prima assoluta di Sogno di una notte di mezz’estate per la regia di Michele Schiano Di Cola (Teatro Bellini, ore 21.00).

Alle ore 19.00, a Villa Pignatelli, si inaugura QUI, la rassegna di Letteratura, curata da Silvio Perrella, che prevede incontri letterari, performance, proiezioni di film, antologie fatte qui di versi e musica, con la neoclassica Villa di Chiaia trasformata dal 13 al 23 giugno in una vera e propria Casa della Poesia. Si parte con l’evento La poesia cambia la vita, un omaggio a due grandi poeti del Novecento: Vittorio Bodini e Carlo Betocchi. A dare voce e corpo ai loro versi, in questa serata, ci saranno Edoardo Winspeare e Celeste Casciaro.

Sempre alle ore 19.00, sul palcoscenico della Sala Assoli, è previsto il debutto italiano di Tomorrowland, spettacolo di danza “che attinge dal retro-futurismo, dal low-cost e dall’attivismo politico”. In scena Annabelle Chambon, Cédric Charron, Jean-Emmanuel Belot, per la regia di Jean-Yves Pillone. Una performance che si configura come una sorta di album rock, caratterizzato dall’esplosione di un’energia vitale dirompente e dal suono del rock elettronico realizzato dal vivo su sintetizzatori vintage. In scena vibrano corpi animati da un’energia punk-rock. Il corpo qui diventa una sorta di campo di battaglia: «Prima di tutto si mette il corpo — spiegano gli artisti — sulla scena: organi, cervello, sesso, sistema nervoso. Lo si getta nello spazio aspettando le prime associazioni di idee; si cerca la frizione, l’attrito, la scomodità». Da diciotto anni Annabelle Chambon e Cédric Charron lavorano con Jan Fabre sia prendendo parte ai suoi spettacoli che in qualità di membri del suo Teaching Group. Lo spettacolo replica il 14 giugno ore 19.00 e ore 22.00 e il 15 giugno ore 19.00.

 

Si continua alle ore 20.00 al Teatro Trianon-Viviani, con Sand in the eyes - Una lettura non accademica di Rabih Mroué, scritto, presentato e diretto dallo stesso Mroué, la cui ricerca artistica spazia tra le arti visive, il teatro e la performance. Per molti anni, l’artista libanese ha avuto a che fare con immagini di violenza dei meccanismi di culto, di martirio e di propaganda politica, che egli raccoglie, scompone e rielabora creando opere teatrali, installazioni e testi. La sua nuova ricerca sui video di reclutamento di estremisti islamici presenta dei contenuti scioccanti attraverso un’estetica visiva che parla ai giovani cresciuti in Europa. Grazie a documenti ottenuti dai servizi segreti tedeschi, Mroué analizza ciò che questi video ci rivelano sui loro creatori, l’attrazione che suscitano e che consente alla propaganda islamista di indottrinare i giovani.

 

In scena anche, e in prima nazionale, il 13 giugno alle 21 al Teatro Bellini (replica il 14) Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare, traduzione Massimiliano Palmese, regia di Michele Schiano di Cola. A proporre il capolavoro shakespeariano, in chiave contemporanea, è una “terza generazione” di attori di Napoli e dei Campi Flegrei, con una grande carica pop, prodotti dal Cantiere Teatrale Flegreo – EnArt e dal Centro delle Arti della Scena e dell’Audiovisivo C.A.S.A., la maison napoletana che ha portato Daniel Pennac in teatro in Italia e in Campania al Bellini, a Pozzuoli e al MANN. Le musiche sono a cura di Flo.

Dalle note di regia di Michele Schiano di Cola: «L’allestimento è calato nel contemporaneo; un contemporaneo non naturalistico ovviamente, trattandosi di una storia di fate e folletti. Ma chi sono oggi queste fate e questi folletti? Qual è l’accesso che noi riserviamo al dionisiaco? Cosa è veramente il bosco? Cosa ci muove dalla corte di noi stessi? Cosa ci fa trascendere? Qual è il risultato dell’eterno conflitto tra il dionisiaco e l’apollineo e come lo esprime la nostra civiltà? Mi interessa indagare il disagio che lo sbilanciamento di questo conflitto provoca; in definitiva le fragilità e contraddizioni dell’uomo contemporaneo, decisamente in disequilibrio rispetto a se stesso e alla propria natura. Il Sogno è una commedia, ma la linfa sotterranea, mistica che la alimenta, ha una connessione fortissima con il magmatico e ancestrale substrato che tuttora popola, meglio infesta, il nostro territorio. C’è un legame profondissimo tra il multiforme e ambiguo mondo raccontato da Shakespeare e la caleidoscopica realtà napoletana; realtà in cui il confine tra vita e morte è così labile: è innegabile che Napoli parli con i propri morti». La Compagnia è stata ospite, in residenza artistica per la fase finale delle prove, a Cosenza dal 3 al 9 Giugno 2018, presso il Polifunzionale dei Bocs Art ed il Teatro Alfonso Rendano.

 

Continua alle 22.30, nel Cortile d’Onore di Palazzo Reale, la retrospettiva dedicata a Francesco Rosi, a cura di Arci Movie, con la proiezione di Napoli milionaria!, per la regia teatrale di Francesco Rosi, introdotta da Roberto D’Avascio. La famosissima commedia di Eduardo De Filippo, ambientata nel 1942, in un basso napoletano, racconta le vicende della famiglia Jovine. Il padre Gennaro, uomo onesto e un po’ ingenuo, la madre Amalia, piacente e intraprendente e i loro tre figli sopravvivono grazie al piccolo contrabbando gestito da Amalia. Il testo racconta il disfacimento morale e la disgregazione sociale di un popolo provato dagli orrori della guerra.

 

La serata si chiude con il consueto appuntamento con il Dopofestival, ospitato nella suggestiva location del Giardino Romantico di Palazzo Reale, luogo di condivisione per artisti e pubblico del NTFI.