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Proseguono gli appuntamenti dell’undicesima edizione del Napoli Teatro Festival Italia, finanziato dalla Regione Campania, diretto da Ruggero Cappuccio e organizzata dalla Fondazione Campania dei Festival, presieduta da Luigi Grispello, che lunedì 11 giugno inaugura la sua sezione Internazionale con la prima italiana di Declan Donnelan (Périclès, Prince de Tyr, Teatro Politeama, ore 19.00) e con Isabelle Huppert nella lettura de L’Amant di Margherite Duras (ore 21.30, Teatro di San Carlo); in “prima nazionale” Laura Angiulli mette in scena Edoardo II con Massimo Verdastro (Chiesa Donnaregina Vecchia, ore 21.30).

Nel pomeriggio l’incontro con Francesca Grassi presidente della Fondazione “Paolo Grassi – La voce della cultura” annuncerà a Napoli le tante iniziative promosse in Italia per il centenario della nascita del grande uomo di cultura e spettacolo che fu Paolo Grassi (foyer Teatro di San Carlo, ore 17.00).

La giornata del festival inizia alle ore 17, nel foyer del Teatro di San Carlo, che accoglie Francesca Grassi presidente della Fondazione “Paolo Grassi – La voce della cultura”, per la presentazione delle iniziative dedicate al centenario della nascita del grande produttore teatrale, fondatore nel 1947 con Giorgio Strehler e la moglie Nina Vinchi del Piccolo Teatro di Milano, ma anche Sovrintendente del Teatro alla Scala, Presidente della RAI, direttore della casa editrice Electa.

L’appuntamento al NTFI2018 renderà noto un ampio programma incentrato sugli aspetti educativi e di scoperta per i giovani – e in generale per i cittadini – di una grande storia di assoluta dedizione e ricerca per la modernizzazione della cultura e della vita sociale italiana attraverso lo spettacolo, l’opera, l’editoria, la televisione e il cinema.

In scena al Teatro Politeama, alle ore 19, debutta in “prima italiana” l’ultima regia di Declan Donnelan (Leone d’Oro alla Biennale di Venezia 2016) che presenta Périclès, Prince de Tyr di William Shakespeare. Pericle è una delle tragedie più strane e strazianti di Shakespeare. Il protagonista naviga in un mare tempestoso di pirati, maghi, bordelli, rapitori, tornei, complotti contro la sua vita e di interventi divini da parte della Dea Diana. Incesto, tradimento, omicidio, amore, gioia esplodono tutti in questo gigantesco fuoco d'artificio teatrale. “Questa straordinaria tragedia – si legge in una nota di regia - ha una risonanza ben oltre il tempo in cui è stata scritta: il Mediterraneo di oggi non è estraneo ai viaggi spaventosi e disperati. È la favola di un uomo che si allontana da coloro che ama e poi, lentamente e miracolosamente, si riunisce a loro, più attraverso il fato che con i suoi sforzi. Un racconto che riguarda il mistero dell’amore, della perdita e dell’amore riscoperto dopo un'assenza dolorosa e confusa. Le braci si offuscano e brillano in una delle più grandi e commoventi opere che Shakespeare abbia mai scritto”. Artista da sempre impegnato in una sperimentazione di natura empirica sul lavoro attoriale, Declan Donnellan è già stato al Napoli Teatro Festival Italia nel 2011, presentando lo spettacolo The Tempest. Il lavoro teatrale di Donnelan completa il ciclo che la compagnia Cheek by Jowl ha dedicato alle opere tardive di Shakespeare, Cyambeline, The Tempest e Racconto d’inverno. Con questo lavoro, la compagnia diretta da Donnelan firma la sua prima regia in lingua francese (con sopratitoli in italiano). Replica  il 12 giugno alle ore 19.00.

Alle ore 21.30, al Teatro di San Carlo, sarà la volta di una delle attrici più premiate della storia del cinema, Isabelle Huppert, che legge per il pubblico del Napoli Teatro Festival Italia L’Amant di Margherite Duras. Pubblicato nel 1984, il romanzo è ambientato nell’Indocina del 1930. Una quindicenne bianca, figlia di poveri coloni, e un ricco ereditiere cinese. Un incontro impossibile che tuttavia accade. La loro passione segreta è destinata a ossessionare l’opera di una delle più grandi scrittrici del secolo scorso. Nel 1984 Marguerite Duras pubblica L'Amante e oggi Isabelle Huppert ridà vita a questa storia. Dalla sua pubblicazione, L’Amante ha venduto centinaia di migliaia di copie: la voce intima di Marguerite Duras ha conquistato il pubblico e il prestigioso Premio Goncourt ne ha decretato il grande successo anche da parte della critica. “L’Amante è un libro magico – si legge in una nota di Isabelle Huppert - che concentra in forma semplice e straziante l’esperienza di un’esistenza intera. Nelle opere di Marguerite Duras, la vita e la scrittura si contaminano a vicenda. Ed entrambe sono profondamente influenzate dalla sua giovinezza indocinese. Ne L’Amante è come se la scrittrice, giunta al termine della propria vita, sfogliasse un vecchio album di fotografie. Sembra di sentire la sua voce commentare le immagini, lasciando affiorare alla memoria paesaggi lontani: le acque potenti del Mékong, la casa materna. Alcune figure riprendono vita, popolando in maniera naturale il paesaggio. Tra loro, l’amante, il cui nome non è mai pronunciato. La differenza di età, di origini, di paese rendono l’incontro tra la ragazza e l’ereditiere impossibile da viversi alla luce del sole. I due creano quindi un mondo di desiderio e passione racchiuso nelle pareti della camera da letto. Un mondo impossibile, che non può durare. Ma ciò che vivono, prima della separazione, attraversa gli anni come un segreto indimenticabile, destinato a nutrire l’opera di una delle grandi voce del secolo” (in francese con sopratitoli in italiano)

Sempre alle ore 21.30, nella Chiesa Donnaregina Vecchia, debutta Edoardo II, il testo di Cristopher Marlowe, adattato e diretto da Laura Angiulli, che da circa dieci anni con la sua compagnia lavora sulla drammaturgia elisabettiana. In scena Massimo Verdastro, Alessandra D’Elia, Stefano Jotti, Paolo Aguzzi, Michele Danubio, Luciano Dall’Aglio, Gennaro Maresca, Luca Saccoia, Caterina Pontrandolfo, Lavinia D’Elia. Impianto scenico Rosario Squillace, luci Cesare Accetta.

Re Edoardo II è figura di straordinaria densità poetica, la sua vicenda personale che lo lega all’amato Gaveston ne fa un personaggio trasgressivo alle istanze impostegli dal ruolo regale che gli compete; Eduardo rappresenta l’uomo di Stato che mette in gioco il trono e la vita nella rivendicazione di una libertà privata che ostinatamente ritiene gli tocchi nel diritto e nella dignità dell’uomo. «Ma  – si chiede la regista Laura Angiulli –  è consentito a chi tiene nelle mani le sorti di un popolo e l’equilibrio delle componenti sociali, a un re nella sua propria configurazione di entità politica, porre al centro la priorità delle personali aspirazioni contro il bene comune? Naturalmente per Edoardo II la risposta al quesito è nell’epilogo luttuoso, tanto eloquente quanto straziante». Lo spettacolo è ancora in scena martedì 12 giugno, sempre alle 21.30.

Alle ore 18.00, 19.30 e 21.00, replica, a Palazzo Fondi, Gabriella Salvaterra del Teatro de Los Sentidos con lo spettacolo Un attimo prima – Un’esperienza poetica, una drammaturgia sensoriale in cui lo spettatore-viaggiatore costruisce il suo percorso attraverso l’evocazione di tutti i sensi.

La giornata di eventi si chiude alle ore 23.00 nel Giardino Romantico di Palazzo Reale, con il Dopofestival, pensato per spettatori e attori, che potranno condividere un momento di convivialità in uno dei luoghi più suggestivi della città.