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Aprirà finalmente a Napoli il museo dedicato a Totò? E quando? Se lo chiedono da tempo tantissimi,  che in tutto il mondo, e non solo dunque a Napoli, sono legati, da un profondo affetto e da una stima incondizionata, al grande attore partenopeo, scomparso il 15 aprile 1967, 51 anni fa.

Al riguardo, per sensibilizzare, ancora una volta, la pubblica amministrazione e, segnatamente, il Comune di Napoli, rispetto ai ritardi oramai “storici “ per l’apertura di una struttura, il cui primo annuncio risale ad oltre vent’anni fa, per l'esattezza al 1996, Gennaro Capodanno, fondatore e moderatore del gruppo sul social network Facebook:  “NOI AMIAMO TOTO’ “ che conta oltre mille e duecento iscritti,  al link http://www.facebook.com/groups/noiamiamototo/ , lancia l’ennesimo appello.

«Il 15 aprile  – precisa Capodanno -, decorrono 51 anni dalla morte di Totò, oltre mezzo secolo. Eppure, nelle scarne occasioni nelle quali si è accennato alla vicenda, coincidenti quasi sempre con gli anniversari della nascita e della morte, non sono stati mai chiariti del tutto i motivi, concreti che hanno ritardato per tanto tempo l’apertura del museo dedicato al “principe della risata”. Di recente era sortita la notizia che almeno uno di questi, per la precisione quello relativo all’installazione dell’ascensore che consentirebbe l’accesso ai piani secondo e terzo del Palazzo dello Spagnolo in via Vergini, dove dovrebbe essere sorgere il museo - a pochi metri da quella via Santa Maria Antesaecula dove il Principe Antonio De Curtis era nato - , sarebbe stato risolto, pure con un ulteriore stanziamento economico».

«Dunque – prosegue Capodanno -, a questo punto, non dovrebbero esserci ulteriori ostacoli e intoppi. Così, finalmente, il museo potrebbe vedere la luce in tempi rapidi . Ma, visti i precedenti, il condizionale è d’obbligo. Attendiamo comunque conferma dell’inizio dei lavori per l’installazione dell’ascensore, cosa che già rappresenterebbe un ulteriore passo avanti per il raggiungimento di un traguardo, atteso da troppo tempo dai tantissimi estimatori di Totò».