servizio di ANTONIO MASTROGIACOMO
L'usuale appuntamento di Geografie del suono prevede lo straordinario incontro tra OEOAS[OrchestraElettroacusticaOfficinaArtiSoniche] ed il compositore Alvin Curran, pilastro della musica sperimentale che si tratterrà in città per una due giorni dedicata a questa singolare formazione orchestrale.
Nata all'interno della classe di musica elettronica del Conservatorio di Napoli, l'orchestra elettroacustica dell'officina arti soniche è al suo terzo anno di attività, accoglie musicisti provenienti da altre classi del conservatorio napoletano e ospita molti altri esterni a questa istituzione per diventare, in breve, una struttura dal carattere aperto e multi-identitario. Si caratterizza per un organico mai definito e l'assenza di un repertorio; suo cuore pulsante resta il modello esecutivo della "conduzione OEOAS". Tale pratica ha due fondamentali propositi: stimolare la creatività musicale estemporanea collettiva e incentivare, nella figura del direttore d'orchestra, l'arte della "maieutica". Il primo dei due propositi è ottenuto attraverso la pratica improvvisativa e la formazione di un'orchestra, che includa ogni tipo di strumento (classico, etnico, elettronico, autocostruito) e qualsiasi capacità musicale raggiunta da ogni singolo strumentista (esperto, studente, inesperto). Questo è possibile grazie alla stretta relazione che si ha con il secondo proposito, che invita il direttore d'orchestra non tanto a dirigere o a condurre i musicisti verso una propria idea musicale (del conduttore), ma a mettere in luce, a dissotterrare (come fa un archeologo) le forme e i contenuti che i musicisti stessi di volta in volta creano, inventano, scoprono, propongono. Si tratta quindi di un complesso ecosistema che pone al suo centro l'uomo e la sua capacità di relazione. L'esperienza socio-artistica dell'OEOAS muove verso il riconoscimento del suono in quanto avvenimento sonoro in sé, cortocircuitando l'abitudine a considerare ciò a cui il suono rimanda (“l'ascolto banale”), la sua dimensione vicaria. Da un lato OEOAS, dall'altro Alvin Curran. Democratico, irriverente e tradizionalmente sperimentale, Curran compone musica per qualsiasi occasione, con qualsiasi fenomeno sonoro - un volatile mix di lirismo e caos, struttura e indeterminazione. Come autore, ha dedicato la sua attività alla valorizzazione e alla dignità professionale del comporre musica non-commerciale come parte di una personale ricerca di future forme sociali, politiche e spirituali. Il processo compositivo di Curran abbraccia tutte le contraddizioni musicali (composta/improvvisata, tonale/atonale, massimale/minimale...) in una serena dialettica tesa all'incontro. Nei suoi più di 200 lavori  troviamo registrati e campionati suoni naturali, pianoforti, sintetizzatori, computers, violini, percussioni, shofar, navi musicali, fisarmoniche e cori. Nell'intima forma delle sue più conosciute solo performance, musica da camera, radio works sperimentali o lavori su larga scala site specific (fino alle installazioni sonore), tutto forgia un linguaggio decisamente personale quale sintesi mediata dalla ricerca e dalla combinazione. L'esperienza musicale di Alvin Curran da un lato ha saputo integrare il mezzo elettroacustico (inteso sia come medium che come utensile) nella prassi compositiva, dall'altro ha elaborato un singolare rapporto con il suono esistente così di incorporarlo nel senso complessivo delle sue operazioni come costituente poetico irrinunciabile. 
Napoli, sabato 25 novembre, ore 22, Geografie del suono, Asilo Filangieri.