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La Rf Appalti ha i minuti contati. Il destino della ditta che detiene il cantiere per i lavori in villa comunale è appeso a un filo e il direttore dei lavori sembra ormai convinto di applicare le indicazioni previste dal codice degli appalti e rescindere il contratto con la Rf Appalti per gravi inadempienze, in ragione dei ritardi accumulati sulla tabella di marcia che hanno causato il superamento delle soglie previste per le penali. L'Ente comunale, infatti, ha fatto scattare la prima sanzione il 16 maggio, giorno successivo al termine disatteso del cronoprogramma, una penale dell'1 per mille con cadenza quotidiana a decorrere da quella data. 

All’articolo 32 del decreto legislativo 50/2016, comma 14-bis, d'altra parte, è spiegato a chiare lettere che i contratti di appalto devono prevedere penali per il ritardo nell’esecuzione delle prestazioni da parte dell’appaltatore, commisurate ai giorni di ritardo e proporzionali rispetto all’importo del contratto. Le penali dovute per il ritardato adempimento sono calcolate in misura giornaliera e complessivamente non possono essere superiori al 10% dell'ammontare netto contrattuale. Le sanzioni, in questo caso, in data 23 agosto hanno raggiunto la soglia dei 320mila euro, ossia il 10% dei circa 3 milioni e 200mila euro destinati a finanziare l'opera, ragion per cui non sembrano esserci margini per tenere ancora saldo il vincolo contrattuale con la ditta. Saranno i legali del Comune, in ogni caso, a fornire le indicazioni sul da farsi al direttore dei lavori, il quale però non sembra intenzionato a fare sconti, avendo notificato già una serie notevole di errori relativi sia ai progetti sia alle lavorazioni, riscontro che trova conferma nell'atto di indirizzo dell'assessore all'Urbanistica Pino Rubino, il quale ha persino calcato la mano, parlando addirittura di "grande senso di squallore e di errata lavorazione". 
L'ultimo baluardo in difesa della ditta è rimasto il sindaco, consapevole dei problemi che andrebbero ad innescarsi qualora il cantiere dovesse subire un altro brusco stop quando ormai mancano poche lavorazioni per portare a compimento l'opera. E non è da sottovalutare neanche il rischio di perdere per strada una parte dei finanziamenti previsti dal PIU Europa, dato che i tempi tecnici per la rendicontazione sono sempre più stretti e per alcune opere mancano persino le autorizzazioni, come accade per la torre-faro che affiancherà il landmark e per l'area delle giostrine. Gli scenari che potrebbero profilarsi di qui a breve appaiono dunque tutt'altro che floridi e lo scioglimento del contratto con la ditta rischia di rappresentare soltanto la punta dell'iceberg.