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E’ un viaggio che inizia dalla drammaturgia dei grandi classici, attraversa i testi contemporanei della Yourcenar, fino a trovare una collocazione sovrapponibile ai fatti di cronaca odierni. Sulla scena, le vicende narrate si impregnano di attualità fino ai risvolti rappresentati nell’epilogo finale.

Clitennestra, una donna vittima della sua stessa prigione interiore, naviga nei meandri del proprio “io” e del proprio tormentato immaginario, rievocando fatti e contraddizioni che manifestano tutta l’esaltazione e la follia della sua stessa vita. E’ lei l’imputata dell’ omicidio del marito: Agamennone. La scena si apre con la deposizione dei fatti di Clitennetra, chiamata a testimoniare davanti alla Corte che ne deciderà l'assoluzione o la condanna. La testimonianza della donna è interrotta da improvvisi flash back provenienti dalle voci di quella sua privata e desolata coscienza che, con ritmo frenetico, continuano ad ossessionarla; voci che prenderanno vita sul palcoscenico attraverso la rappresentazione dei personaggi protagonisti di questa sua amara, folle tragedia, creando così un intreccio esasperato tra simbolismo e realtà, psiche e corpo. L’imputata proverà a ricomporre, attraverso il ricordo, i pezzi del puzzle della stessa sciagura che la vedrà protagonista. Il Dramma antico di Clitennestra e quello moderno che ripercorre le vicende di Novi Ligure. La sovrapposizione di alcuni personaggi dà un chiaro segno della ciclicità degli eventi che rimarcano entrambe le vicende. Clitennestra è la prima Erika della storia, la segue poi la figlia Elettra. I personaggi hanno un valore psicologico comune, che permette loro di vivere la vicenda in consequenzialità temporale. Il dramma dell’abbandono maschile , fisico e psicologico è uno dei cardini che porta queste tre donne a compiere e far compiere atti di pura crudeltà. Il potere della sottomissione un secondo tassello, Clitennestra induce Egisto ad uccidere, Elettra incita il fratello Oreste, Erika lo fa con Omar tutto per una giustizia personale, per una rivendicazione di libertà, per uccidere quel mostro che le ha rese schiave di proprie e altrui dinamiche. Nelle figure maschili di Egisto/Omar e Oreste, ritroviamo ancora il carattere della sottomissione alla donna ammaliatrice, decisa a far, e a compiere atti di vendetta. 

CLITENNESTRA

VOI LA MIA COSCIENZA IO IL VOSTRO GRIDO