Rendere riconoscibile lo psicologo certificando l’iscrizione all’Ordine sulla piattaforma utilizzata, prevedere uno specifico percorso di formazione continua legato anche alle nuove tecnologie, tutelare la privacy e assicurare la massima riservatezza dei dati del paziente e valutare l’adeguatezza e i potenziali rischi di un intervento psicologico online.

Sono alcune delle indicazioni contenute nelle linee guida redatte dal Consiglio nazionale dell’Ordine degli Psicologi per un corretto utilizzo delle nuove tecnologie da parte degli iscritti. Le nuove linee guida sono state presentate a Napoli nel corso del convegno dal titolo L’intervento psicologico tra luoghi virtuali e luoghi reali, organizzato dal Consiglio nazionale dell’Ordine degli Psicologi, dall’Ordine degli Psicologi della Campania e dall’assessorato regionale alle Pari opportunità. L’innovazione tecnologica sta cambiando l’approccio alla psicologia, ampliando la gamma di interventi e allargando in maniera esponenziale la platea dei possibili utenti. Accanto all’approccio tradizionale si assiste a un utilizzo sempre più frequente di strumenti informatici, dalle consulenze online alle app per smartphone e tablet. I risultati di un’indagine riportata nel documento elaborato per il convegno dalla commissione Atti tipici del CNOP evidenzia come, su un campione di 389 siti che offrono prestazioni psicologiche online, il 16% degli intervistati dichiara di utilizzare già internet per le consulenze, il 54% è interessato ed è pronto a cogliere quest’opportunità dopo un’adeguata formazione e una maggiore chiarezza del quadro deontologico di riferimento. Un processo che ha enormi potenzialità, per esempio la possibilità di azzerare le distanze e abbattere le barriere architettoniche, ma che mostra anche una serie di rischi, a cominciare dalla scarsa conoscenza dello strumento digitale e dalla mancanza di formazione. Assistiamo, inoltre, a un proliferare di app con funzione di diagnosi, prevenzione e riabilitazione, spesso senza alcuna indicazione chiara per l’utenza e senza una consulenza psicologica per lo sviluppo e la validazione della stessa app. Le nuove linee guida superano quindi i criteri approvati in passato dal Cnop e li adeguano ai passi in avanti compiuti sul fronte della ricerca e della sperimentazione. Il documento si articola in sette capitoli, che contengono le indicazioni in merito all’etica professionale, all’adeguatezza della prestazione, alla competenza dello psicologo, agli aspetti legali, alla riservatezza, al consenso e alla gestione delle crisi. “Una professione moderna si evolve, si adegua alle risorse che le nuove tecnologie forniscono, senza perdere però i riferimenti valoriali che la caratterizzano e senza sminuire i principi deontologici che l’hanno resa credibile”, così il presidente del CNOP, Fulvio Giardina, ha voluto introdurre l’iniziativa. “L’utilizzo delle nuove tecnologie rappresenta un campo che allarga le possibilità dell’agire umano e ne descrive nuovi confini e nuove libertà – ha sottolineato la presidente dell’Ordine degli Psicologi della Campania, Antonella Bozzaotra – La necessità di riflettere sullo sviluppo di una cultura d’uso delle libertà emergenti sarà uno dei contributi che la psicologia potrà dare nei prossimi anni”. Aprendo il convegno, l’assessore regionale alle Pari opportunità, Chiara Marciani, ha lanciato ‘Amiche per la rete’, uno sportello che nasce per aiutare le donne in difficoltà attraverso una piattaforma digitale legata ai social network. “Le statistiche dicono che in media utilizziamo gli strumenti di comunicazione digitale per oltre metà della nostra giornata – spiega Marciani – e quindi, anche per i temi sui quali abbiamo avviato una collaborazione con l’Ordine degli Psicologi, come la violenza sulle donne o il bullismo, abbiamo pensato che non si potesse trascurare il tema del digitale. Per dare efficacia e concretezza alla piattaforma era indispensabile coinvolgere i professionisti direttamente interessati come gli psicologi e questa iniziativa sarà un tassello importante anche nel lavoro che abbiamo immaginato con la legge su bullismo e cyberbullismo che abbiamo approvato in Consiglio regionale".