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«Questo piano regionale dei rifiuti è stato sbagliato perché, per Napoli e provincia, De Luca ha ritenuto di realizzare quattro siti di compostaggio che sono localizzati a pochi chilometri l’uno dall’altro.Da un punto di vista ambientale Marigliano non lo può sostenere».Gli altri siti sorgeranno a Pomigliano d’Arco, Afragola e nel quartiere napoletano di Ponticelli. Saranno progettati per accogliere la frazione organica dei rifiuti proveniente da Napoli e dalla sua provincia. 

«Questo territorio ha già dato – tuona Iovine – Ha bisogno di bonifiche e non di mettere altri impianti di trattamento dei rifiuti». A giugno scorso la giunta guidata dal sindaco Antonio Carpino (Pd) con una delibera aveva manifestato il suo interesse a realizzarne in città uno di tipo integrato (aerobico e anaerobico), indicando come preferenza per la localizzazione le «aree di pertinenza dell’impianto di depurazione, ricadente nel territorio comunale in località Boscofangone». In sostanza, il sito di stoccaggio delle ecoballe. Questi alcuni dei vantaggi che erano stati associati a quell’ubicazione dalla squadra di governo locale: «la rimozione delle ecoballe; vicinanza allo svincolo della superstrada e lontananza dalle aree abitate; sinergia tra impianto compostaggio (da realizzare) e di depurazione (preesistente e da ricondizionare) per l’utilizzo delle acque di processo e parti comuni».

Ma Iovine in questa opzione ci vede una «forma di ricatto»: «A noi quello che dispiace è proprio questa forma di ricatto. Cioè: io ti tolgo le ecoballe se tu mi fai mettere l’impianto di compostaggio. Invece di bonificare e riportare alla normalità quel sito, nemmeno le togliamo che tentiamo di mettere un altro impianto di rifiuti? Prima la bonifica. Che consiste, non solo nel togliere le ecoballe, ma anche nel mettere in funzione il depuratore».

I problemi ambientali che da tempo martoriano quella parte periferica e isolata del territorio non si limitano alle ecoballe. E Iovine stila il suo elenco: «Nella zona di Boscofangone già abbiamo dei problemi di inquinamento molto gravi, tanto che ci sono ordinanze emanate di divieto di pascolo. Poi è inserita nel Sin (sito di interesse nazionale soggetti a bonifica), non può ospitare industrie inquinanti. Lì abbiamo un depuratore che non funziona, raccoglie le acque reflue di tutta la zona industriale di San Vitaliano, fino ad arrivare a Nola. Non ha mai funzionato e scarica liquami tossici negli alvei. Abbiamo poi un problema di inquinamento dell’aria molto drammatico che non riusciamo risolvere e questi camion della spazzatura dovranno andare avanti e indietro da Napoli e provincia concentrandosi qui, nell’area nolana. Invece il codice dell’ambiente dice che bisogna rispettare il principio di prossimità, ciò significa che l’impianto deve essere realizzato nelle vicinanze di dove si producono i rifiuti».