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"L'agricoltura europea richiede un approccio audace e innovativo! Non deve essere abbandonata a se stessa!La PAC non soddisfa gli agricoltori, le organizzazioni ambientaliste e i consumatori/contribuenti! La politica agricola comune può e deve essere riformata". 

 Lo hanno scritto, Nicola Caputo e altri deputati socialdemocratici (tutti i membri della Commissione AGRI del Parlamento Europeo: Eric Andrieu (FR), Clara Aguilera Garcia (ES), Marc Tarabella (BE), Vasilica Viorica Dancila (RO), Jean-Paul Denanot (FR), Karin Kadenbach (AT), Tibor Szanyi (HU)Maria Noichl (DE)Momchil Nekov (BG)) in risposta a posizioni adottate il 4 settembre dalla destra europea per mantenere lo status quodell'attuale Politica Agricola Comune (PAC) fino al 2025. -  La Commissione europea nella sua proposta sulla futura PAC, che verrà presentata a fine novembre, dovrebbe limitarsi a cercare di migliorare il funzionamento degli strumenti esistenti… Queste posizioni sono totalmente irresponsabili! Dimostrano la mancanza di visione e sostengono un sistema di ansia che strangola i nostri agricoltori. Ignorano il contesto climatico e ambientale che ci obbliga a cambiare rapidamente il modello di sviluppo agricolo. Di fronte al crescente numero dei rischi climatici, di cui gli agricoltori sono le prime vittime, non possiamo limitarci a una semplice modifica del “greening” e degli strumenti di gestione del rischio. Il ruolo della prossima PAC non sarà quello di gestire le drammatiche conseguenze del cambiamento climatico, ma di prevenire questi fenomeni, rendendo l'agricoltura un importante attore nella lotta contro il cambiamento climatico… Più in generale, la nuova PAC dovrà accompagnare gli agricoltori in questa transizione verso un modello di sviluppo sostenibile e economicamente vitale. In ogni caso, queste misure sono urgenti e non possono aspettare sette anni!... È urgente che l'Europa istituisca una nuova PAC con un reale piano strategico di sovranità e sicurezza alimentare e che smetta di sacrificare la sua agricoltura sull'altare del libero scambio. La concorrenza sleale e il cumulo delle concessioni agricole nei negoziati commerciali (Mercosur, Messico, CETA, ecc.) minacciano interi settori dell'agricoltura europea e con loro molti dei nostri territori… Quello che i nostri agricoltori ci chiedono di fare è sollecitare il rinvio delle discussioni sulla prossima PAC a dopo il 2025, la destra europea ha deciso di affossare la riforma della Politica Agricola Comune sul nascere… Spetta a noi tenerne conto e coinvolgere gli agricoltori in questa riforma, in modo che possano occupare il proprio posto, al centro della società, al centro del progetto europeo. È di una rivoluzione della nostra politica agricola che abbiamo bisogno, al più presto, e non di uno status quo fino al 2025 a beneficio solo di alcuni”.