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“Neanche il tempo di leggere il comunicato diffuso dal DAP sui fatti della scorsa notte e di stamattina di Pisa e le soluzioni semplicistiche prospettate dal Capo del DAP medesimo, Santi Consolo, che pervengono notizie di fortissime tensioni e di violenze anche dalla Casa Circondariale di Firenze “Sollicciano”.

         È ancora il Segretario Generale della UILPA Polizia Penitenziaria, Angelo Urso, che ritorna sugli incidenti che stanno imperversando in lungo e in largo nei penitenziari italiani. “A Sollicciano nel pomeriggio di oggi alcuni detenuti, armati di coltello rudimentale, bastone e bombolette del gas (quelle in uso con i fornelli) si sono scagliati contro la Polizia penitenziaria procurando ferite da taglio a due unità e contusioni a un’altra. I tre appartenenti al Corpo sono dovuti ricorrere alle cure del pronto soccorso e non si conoscono ancora diagnosi e prognosi”. 

         “Notizie allarmanti – aggiunge Urso – provengono anche da Pavia, dove sempre ieri vi è stata un’ulteriore aggressione ai danni della Polizia penitenziaria. Ricapitolando: Pavia, Pisa, Viterbo e Firenze nell’arco di 36 ore e solo a guardare agli episodi più gravi. Se non è un bollettino da guerra poco ci manca. Mi chiedo cosa pensi di fare il Capo del DAP, forse promettere rinforzi organici – come a Pisa – pure a Pavia, Viterbo e Firenze dopo averli promessi a Perugia, Salerno, etc.? In queste circostanze, tuttavia, il Capo del DAP dovrebbe spiegare anche da dove pensa di recuperare quei rinforzi, attese le note carenze di risorse umane e la conclamata riottosità nel cercare di recuperare le centinaia, se non migliaia, di appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria impiegate al difuori delle carceri in compiti non istituzionali”. 

         “Soprattutto – conclude greve Urso – a questo punto è indispensabile che si pronunci anche il Ministro della Giustizia Orlando auspicando che voglia dare, come in altre circostanze, un segnale di tangibile attenzione assumendo subito provvedimenti idonei ad arginare l’innegabile deriva di violenza in atto e che sembra quasi autoalimentarsi”.