Risultati immagini per INDUSTRIA BELLICA

Il 19 aprile scorso si è assistito a uno scarico di blindati e armi alla cabina tabani, nel porto di Piombino. Ancorata c’era la nave Excellent, una grande imbarcazione noleggiata dal Ministero della difesa italiano, battente bandiera maltese. Dopo aver imbarcato un gran quantitativo di armamenti e aver effettuato uno scalo tecnico ad Augusta, s’è diretta a Gedda, in Arabia Saudita, attraversando il canale di Suez. Secondo l’autorità portuale di Piombino quelle armi e quei blindati erano destinati a un corso di addestramento bellico di militari italiani nella penisola arabica.

L’unico ad alzare la mano e a chiedere spiegazioni su questo singolare traffico è stato il parlamentare di Sinistra italiana-Possibile, Giulio Marcon, il quale ha giudicato «gravissima» l’iniziativa: «L’Arabia Saudita è coinvolta in Yemen in una guerra sanguinosa, è sotto il banco d’accusa dall’Onu per la violazione dei diritti umani e ha sostenuto alcune fazioni terroristiche in Medioriente. Chiediamo —ha proseguito Marcon— l’immediato blocco del trasferimento delle armi nella penisola arabica, lo stop alle esercitazioni e a ogni vendita di armi all’Arabia Saudita».

Governo silente. Media in gran parte distratti (tranne il Tirreno, Italia Oggi e Manifesto). Opinione pubblica ignara. Il tema delle spese belliche e della vendita di armi anche a paesi in conflitto è oramai sdoganato e non più avvolto da alcun tabù. Secondo il rapporto del Sipri (l’Istituto internazionale di ricerche sulla pace di Stoccolma), la spesa militare italiana è salita nel 2016 a 27,9 miliardi di dollari. Calcolata in euro corrisponde a una spesa media giornaliera di circa 70 milioni. Un flusso irrefrenabile. Ma diventato normale. Quasi ovvio.

L’ultima Relazione governativa sugli armamenti rivela come il Belpaese stia conoscendo una crescita esponenziale soprattutto nell’export armato. Il valore è aumentato dell’85% rispetto al 2015 raggiungendo il valore di 14,6 miliardi di euro. Pesa la mega vendita (oltre 7 miliardi di euro) di caccia Eurofighter Typhoon (28) al Kuwait. Si tratta della più grande commessa mai ottenuta da Finmeccanica/Leonardo. Ma nei primi 11 posti della classifica delle nazioni destinatarie troviamo Arabia Saudita (427,5 milioni), Qatar (341 milioni), Turchia (133,4 milioni) e Pakistan (97,2), che fanno parte di coalizioni di guerra o che sono conosciuti come paesi fortemente repressivi.