Risultati immagini per PRESIDENTE MADURO

La protesta contro il governo venezuelano socialista di Nicolas Maduro sta conquistando anche i quartieri poveri di Caracas, un tempo bastioni “chavisti”. Per la prima volta, questa settimana, vi sono state proteste anche nel barrio di El Guarataro dove il defunto presidente Hugo Chavez veniva accolto con entusiasmo.

Lo scrive il Washington Post, secondo il quale questo nuovo fatto potrebbe segnare una svolta contro il regime comunista. Le migliaia di persone che scendono in strada a Caracas sono soprattutto parte della classe media, mentre finora i più poveri si sono astenuti dalla protesta. Ma questo mese, alle manifestazioni di giorno sulle avenidas della capitale, si sono aggiunte in diverse occasioni proteste notturne nei quartieri più disagiati, a volte seguite da saccheggi. A El Guarataro, sono state date alle fiamme delle barricate di detriti, mentre la gente faceva fracasso picchiando contro le pentole. Di fronte alla scarsità di beni e di cibo che affligge il Venezuela, il governo ha cominciato l’anno scorso a inviare emissari del partito chavista nei quartieri più poveri per distribuire sacchi di derrate, noti come “Clap”. E ora i rappresentanti del governo minacciano la gente di non consegnare il cibo a chi protesta o non vuole partecipare alle marce pro-Maduro. Un’ulteriore azione di intimidazione viene esercitata dai colectivos, milizie armate filo governative in motocicletta. Se alcuni dei più poveri cominciano ad unirsi alla protesta, altri ne rimangono tuttavia ai margini, disillusi da Maduro ma non convinti dagli oppositori, oppure troppo occupati a procurarsi da mangiare. “I venezuelani che vivono in questi quartieri vogliono anche loro cambiare”, spiega Vicente Leon, direttore di Datanalisis, un istituto di sondaggi secondo il quale l’88% dei venezuelani sono scontenti del governo. Ma in questi quartieri, continua, “la gente non ha tempo di andare alle marce e non ha leader”, anche se sono stufi di Maduro ritengono che l’opposizione vicina alla classe media “non sia il loro alleato naturale”. Intanto “l’80% della popolazione venezuelana ha difficoltà a trovare cibo e reperire farmaci; più della metà si trova in condizioni estreme, soprattutto i bambini e gli anziani, prime vittime della malnutrizione; ma la situazione difficile riguarda tutti, poveri e classe media”. E’ quanto riferisce la direttrice della Caritas venezuelana Janeth Marquez . “Ci sono persone che hanno perso fino a 20 chili di peso perché non hanno soldi per sfamarsi. Molti cercano cibo nella spazzatura, ci sono tantissimi bambini denutriti”, informa ancora Marquez. La Caritas del Venezuela sta rispondendo all’emergenza umanitaria provocata dalla crisi economica e politica organizzando mense solidali in cui le persone condividono ciò che hanno, oltre a programmi sanitari e distribuzione di medicinali. “Per la Chiesa e le organizzazioni della società civile sta diventando tutto più complicato – afferma la responsabile Caritas – perché ogni giorno bussano alle nostre porte per chiedere aiuto ed è difficile scegliere a chi destinare gli aiuti. La Caritas lavora in tutto il Paese, distribuisce cibo in strada o casa per casa e si espone. Ci sono momenti di paura e parrocchie in cui non possiamo lavorare per l’insicurezza e la presenza di gruppi armati”.  Anche il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, parlando due giorni fa della situazione in Venezuela l’ha definita “un pasticcio”, rispondendo ai giornalisti nello Studio Ovale, dopo aver ricevuto alla Casa Bianca il presidente dell’Argentina, Mauricio Macri, per il primo incontro ufficiale tra i due.