Un altro pezzo dell'antica Palmira ridotto in polvere dagli estremisti islamici. Secondo fonti locali riportate dall'agenzia di stampa siriana Sana e confermate dal direttore delle antichità siriane Maamoun Abdulkarim, nel sito archeologico l'Isis avrebbe distrutto con materiale esplosivo il proscenio del teatro romano e il tetrapilo.

Mentre russi e siriani si preparano all'offensiva contro il gruppo terrorista, nella martoriata città i jihadisti nei giorni scorsi avrebbero anche massacrato almeno una dozzina di civili.
Caduta nelle mani dell'Isis nel 2015, Palmira era stata liberata dall'esercito siriano, con l'appoggio dei russi, a marzo 2016 ma dopo appena pochi mesi, a dicembre, l'Isis è riuscita a riprenderne possesso e a proseguire l'opera di devastazione. 

Dai russi un modello interattivo in 3D per la ricostruzione di Palmira
Il Museo dell'Ermitage di San Pietroburgo e un istituto archeologico russo stanno intanto lavorando a un modello virtuale interattivo di Palmira, un compito che alla luce delle recenti distruzioni diventa quantomai urgente. Lo scorso settembre, archeologi ed esperti di antichità delle due istituzioni hanno visitato Palmira realizzando riprese filmate con i droni e raccogliendo  dati che ora costituiscono un'istantanea del sito due mesi prima che ricadesse nelle mani dell'Isis per la seconda volta in meno di due anni. La dettagliata ricognizione dell'antica città così ottenuta aiuterà gli esperti a «valutare l'entità della distruzione che si verificherà nei prossimi giorni o che si è già verificata», scriveva il mese scorso Natalia Solovyova, vicedirettrice dell'Istituto di Storia della Cultura Materiale dell'Accademia delle Scienze russa,  in una pubblicazione del parlamento russo. La «tragica natura» dei recenti sviluppi, osserva il direttore dell'Ermitage, Mikhail Piotrovskij, sottolinea l'importanza di questo progetto a lungo termine.
Il rendering digitale potrebbe costituire un ausilio prezioso per restaurare la città. In un'intervista realizzata prima della riconquista di Palmira da parte dell'Isis, Piotrovskij  dichiarava che per stabilire «che cosa va fatto», i ricercatori devono «avere un'idea precisa di che cosa si trova dove». I ricercatori russi hanno scoperto, per esempio, che, mentre il Tempio di Bel è stato ridotto in mille pezzi, del Tempio di Baalshamin e delle colonne di Zenobia rimangono grandi frammenti, che ne consentono il possibile restauro. L'istituto archeologico, che ha coorganizzato e finanziato la spedizione, prevede a breve di presentare un modello virtuale delle colonne ricostruite di Zenobia sulla base delle informazioni raccolte a Palmira.

«Azioni concrete» dal G7 della cultura a Firenze
Il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini ha annunciato oggi che «il G7 della Cultura a Firenze il 30 e il 31 marzo sarà l’occasione per condividere azioni concrete contro un crimine odioso come la devastazione della storia e delle testimonianze di antiche civiltà, spesso collegata al traffico illecito di beni culturali che finanzia il terrorismo».