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Positano Notizie - Ravello Festival 2026: un'estate indimenticabile a Villa  Rufolo tra grandi orchestre, direttori e solisti d'eccezione

Si apre nel giardino fiorito di Villa Rufolo e nel segno del dialogo tra musica, arti visive e paesaggio, la 74ª edizione del Ravello Festival, la storica manifestazione organizzata dalla Fondazione Ravello – guidata dal presidente Alessio Vlad, con la direzione generale di Maurizio Pietrantonio e la direzione artistica di Lucio Gregoretti – e realizzata grazie al sostegno della Regione Campania, del Ministero della Cultura, di un nuovo gruppo di sponsor come NLG, Veolia, De Luca Industria Cartaria, Coop Sole e Caffè Barbera, cui si aggiungono come partner della promozione del festival Rolex e Gioielleria Galdi.

Confermato inoltre il supporto di Dielle Impianti & Restauri per la realizzazione del palcoscenico sul Belvedere e l’ospitalità offerta dagli hotel Caruso, Palazzo Avino, Villa Cimbrone, Villa Fraulo, Parsifal, Palazzo Confalone, Tipografo di Amalfi oltre a Malafronte e alle Cantine Marisa Cuomo.

Da venerdì 3 a domenica 5 luglio Villa Rufolo torna a quindi a essere il luogo in cui l’ascolto incontra uno dei panorami più celebri del mondo, tra i giardini, le sale storiche e il Belvedere a strapiombo sul mare. Un avvio che riassume alcune delle linee guida del Festival 2026: la memoria wagneriana del luogo, i più noti protagonisti della scena musicale internazionale, il dialogo tra antico e contemporaneo, la relazione sempre più stretta tra suono e arti visive.

Il weekend inaugurale prende avvio venerdì 3 luglio con la mostra di opere di William Kentridge, realizzata dalla Fondazione Ravello in collaborazione con la Galleria Lia Rumma. Il vernissage, in programma alle ore 18.30 a Villa Rufolo, sarà preceduto alle ore 17, a Palazzo Avino, da un incontro con Bartolomeo Pietromarchi. L’esposizione resterà aperta sino al 5 settembre. Artista tra i più riconosciuti della scena contemporanea internazionale, Kentridge ha costruito la propria ricerca sul rapporto tra disegno, suono, parola, musica, opera e teatro. In tutta la sua opera il segno non è mai soltanto immagine fissa, ma azione, ritmo, traccia in movimento, apparizione e cancellazione. Disegni, video, installazioni, sculture e lavori legati alla dimensione scenica e musicale compongono un percorso che attraversa le sale della Villa e il giardino progettato da Francis Nevile Reid nel XIX secolo, in un dialogo continuo con l’architettura e il paesaggio aperto. Tra le opere esposte, Preparing the Flute, video-proiezione su un modello in miniatura di un teatrino, connessa alla celebre rilettura del Flauto magico di Mozart firmata da Kentridge, introduce uno dei nuclei centrali della mostra: il teatro come spazio mentale, visivo e politico. La dimensione teatrale ritorna in Theatre Drawing I (La Fenice Theatre), dove il disegno si lega all’architettura della scena e alla memoria del luogo. Seguono lavori come Sibyl, Fugitive Words, Mayakovsky Diorama, Medicine Chest e sculture dalle silhouette antropomorfe come Paper Procession, collocate anche negli spazi esterni, dove il segno diventa presenza fisica e corpo nello spazio.

Sabato 4 luglio (ore 20), sul Belvedere di Villa Rufolo, il concerto inaugurale (già sold out) sarà affidato all’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino diretta da Daniele Gatti, tra i più autorevoli direttori italiani sulla scena internazionale, attualmente direttore principale della Staatskapelle Dresden e direttore musicale della Fondazione toscana. Il programma accosta il Siegfried-Idyll di Richard Wagner alla Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore op. 55 “Eroica” di Ludwig van Beethoven. Due pagine legate da un’idea di eroismo musicale che attraversa l’Ottocento: da un lato l’intimità del dono privato, nato nella casa di Tribschen come omaggio a Cosima Wagner; dall’altro la grande architettura beethoveniana che ridefinisce la forma sinfonica e il rapporto tra musica, storia, crisi e rinascita. Prima del concerto, alle ore 18.30 a Villa Rufolo, Carla Moreni terrà l’introduzione all’ascolto.

Domenica 5 luglio (ore 20), sempre sul Belvedere, il Festival propone Wild Love, progetto che riunisce Il Pomo d’Oro, il violoncellista Giovanni Sollima e il contrabbassista Vanni Moretto. Il programma mette in relazione genealogie impreviste e cortocircuiti musicali: Francesco Zappa, violoncellista e compositore milanese del Settecento, Frank Zappa, figura emblematica della musica del secondo Novecento, lo stesso Sollima e Vanni Moretto diventano i punti di un atlante sonoro in cui musica antica, rock, scrittura contemporanea, ironia e invenzione strumentale si osservano senza gerarchie. In programma pagine di Giovanni Sollima, Francesco Zappa, Frank Zappa e Vanni Moretto, in un gioco di specchi che supera le consuete definizioni di contaminazione e invita ad ascoltare la storia della musica come materia viva, disponibile a nuovi innesti. Il violoncello, strumento di Francesco Zappa e di Giovanni Sollima, diventa il filo conduttore tra tradizione, sperimentazione, energia ritmica e libertà performativa. L’introduzione all’ascolto sarà affidata a Giovanni Gavazzeni, alle ore 18.30 a Villa Rufolo.

«Il programma del Ravello Festival 2026 – sottolinea il presidente Alessio Vlad – conferma la direzione intrapresa: un Festival attento alla qualità artistica, al dialogo tra epoche e linguaggi diversi e al legame con Villa Rufolo e il suo paesaggio. Continuiamo a lavorare perché il Belvedere di Villa Rufolo sia il palcoscenico estivo dove si esibiscono le migliori orchestre e i migliori interpreti internazionali, senza dimenticare le realtà musicali del territorio. Il Festival è parte di un progetto più ampio che tiene insieme musica, paesaggio e comunità, e che guarda con sempre maggiore attenzione anche al pubblico internazionale e alla relazione con il sistema dell’accoglienza locale».

«Il programma del Ravello Festival 2026 – afferma il direttore artistico Lucio Gregoretti – si costruisce come un percorso unitario, in cui i singoli concerti dialogano tra loro. Il riferimento a Wagner resta un elemento identitario, ma si inserisce in un disegno più ampio che attraversa il repertorio sinfonico e il teatro musicale. L’obiettivo è offrire un’esperienza di ascolto consapevole, in cui il pubblico possa cogliere relazioni e continuità tra epoche e linguaggi diversi, dal Barocco ai nostri giorni».

Ancora una volta a Villa Rufolo la musica: incontra il mare, la luce, i giardini che circondano del Belvedere. Qui l’eccellenza della vista e quella dell’ascolto si equivalgono, trasformando ogni concerto in un’esperienza “in tutti i sensi”. Da questa idea nasce il nuovo modello di partnership del Ravello Festival 2026: alleanze narrative anziché semplici sponsorizzazioni, in cui ogni azienda interpreta un valore coerente con la propria identità. La Fondazione Ravello ha scelto infatti di affidare alcuni dei temi identitari del Festival a partner capaci di interpretarli con la propria storia. L’orizzonte infinito del Mediterraneo diventa così il tema di “Endless Partner”, affidato a NLG, compagnia di navigazione che da sempre costruisce connessioni tra luoghi e persone attraverso il mare. La tutela del paesaggio e delle risorse naturali trova espressione in un “Earth Legacy Partner”, dedicato alla sostenibilità e scelto da Veolia, che accompagnerà anche uno dei concerti dell’edizione 2026. La memoria e la trasmissione del sapere sono invece al centro del “Legends Partner”: un ruolo che richiama il dialogo tra la grande tradizione musicale custodita dal Festival e quella cartaria amalfitana, rappresentata da De Luca Industria Cartaria. Infine il Mediterraneo delle comunità, della terra e dell’accoglienza trova la propria rappresentazione in “Mediterranean Supplier”, interpretato da Coop Sole. Un vero progetto innovativo che trasforma la partnership in partecipazione culturale e valoriale.

Prosegue quindi la collaborazione con Dielle Impianti & Restauri per la realizzazione del palcoscenico sul Belvedere, con Malafronte che “veste” il personale di sala e i servizi di accoglienza garantiti dagli hotel Caruso, Palazzo Avino, Villa Cimbrone, Villa Fraulo, Parsifal, Palazzo Confalone, Tipografo di Amalfi oltre alle Cantine Marisa Cuomo.

Dopo il weekend inaugurale, il Festival proseguirà con un mese di luglio particolarmente ricco. Venerdì 10 luglio piazza Duomo diventerà spazio scenico per Fresco di Luca Francesconi, composizione per cinque orchestre nello spazio affidata a complessi bandistici campani, con il coordinamento scenico di Manuel Renga e la direzione musicale dello stesso Francesconi. Sabato 11 luglio il programma sarà dedicato al mito di Orfeo: alle ore 18, nella Chiesa di San Giovanni del Toro, I Fiati della Sinfonica di Milano eseguiranno Risonanze d’Orfeo di Francesconi; alle ore 20, sul Belvedere, Jordi Savall dirigerà L’Orfeo di Claudio Monteverdi, in forma di concerto, con Le Concert des Nations e La Capella Reial de Catalunya. Domenica 12 luglio l’Orchestra dell’Opera Nazionale di Bucarest, diretta da Daniel Jinga con Alexandru Tomescu al violino, sarà protagonista di un concerto nell’ambito dell’Anno culturale Romania-Italia 2026. Venerdì 17 luglio tornerà il grande repertorio romantico con l’Ensemble Pygmalion diretto da Raphaël Pichon e il baritono Stéphane Degout in un programma che intreccia Schubert e Brahms; domenica 19 luglio il pianista Jan Lisiecki proporrà World (of) Dance, viaggio pianistico attraverso l’idea di danza come forma, memoria e carattere nazionale. Ancora a luglio, venerdì 24 l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta da Emmanuel Tjeknavorian eseguirà pagine da Spartacus e Gayaneh di Chačaturjan e i Quadri di un’esposizione di Musorgskij nella celebre orchestrazione di Ravel. Mercoledì 29 luglio la Sala dei Cavalieri ospiterà Piccinni e Gluck, una corona per due, testo teatrale di Valerio Cappelli con Sergio Rubini, Francesca Pia Vitale e Luca Gorla. Venerdì 31 luglio, infine, uno degli appuntamenti più attesi: il ritorno a Ravello di Kent Nagano con Dresdner Festspielorchester e Concerto Köln per il prologo e il primo atto della Götterdämmerung di Wagner, in forma di concerto, nell’ambito del progetto The Wagner Cycles dei Dresdner Musikfestspiele. SI prosegue poi in agosto con il jazz, il concerto all’Alba e un nuovo gruppo di concerti che culminerà con la chiusura il 5 settembre con Simon Rattle sul podio.

Il programma completo con tutti i dettagli è su www.ravellofestival.com

Progetto Ravello 2026 CUP F29I26000210001 a valere sui fondi dell’Accordo per la coesione della Regione Campania DGR 641 del 18/09/2025

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