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Ciak si visita: la Positano di Leoni al sole e Seiano e Scrajo terme con Maruzzella

Risultati immagini per napoli e dintorni rubricaI leoni troneggiano ancora nella piazza sulla spiaggia. Ricordo di un film diretto da Vittorio Caprioli del 1961, per molti la risposta napoletana a «I vitelloni» di Fellini: Leoni al sole con Franca Valeri, Philippe Leroy, ecc.. 

Il plot: una giornalista del nord che si imbatte in maschi over quaranta dal look slim e coloratissimo, che alla noia delle loro vite, cercano rimedio tentando la conquista estiva, meglio straniera e ricca. Ritornando poi, finita l’estate, ad oziare. Un affresco amaro e veritiero di un tipo di nobiltà partenopea di adolescenze protratte, che osservava la realtà dall’alto delle proprie possibilità ed anche della propria decadenza intellettuale.Risultati immagini per leoni al sole a positano

Un modello di vita che Vittorio Caprioli conosceva bene avendo passato molti anni a Positano, ed oggi, se il paese ha un eco internazionale e il San Pietro o il Sirenuse sono hotel quotati nel mondo, lo si deve anche a quel film ed a tutto quel mondo di scrittori, registi, commediografi e attori che arrivati li, andavano in giro a piedi nudi, indisturbati e lontani da sguardi indiscreti. Una Positano dai due re riconosciuti: Rudolf Nureyev e Franco Zeffirelli. Se il primo si era ritirato nell’isola di Li Galli, l’altro si era fatto costruire una villa immensa Villa Tre Ville, sulla baia di Arienzo. Nurejev preferiva la compagnia di Aristotele Onassis e Jacqueline Kennedy, Zeffirelli preferiva invece Maria Callas e Pasolini. Diventarono acerrimi nemici dopo una furibonda scazzottata a casa Zeffirelli, ad una cena, ospiti anche Gregory Peck e Rossella Falck.Da allora ogni giorno, i ristoratori e gli altri esercenti sulla spiaggia principale avvisavano l’entourage dell’uno o dell’altro per non farli incontrare in piazzetta, per evitare altre risse, e schiamazzi decisamente non in sintonia con il luogo, e la sua sobrietà, a differenza della luccicante Capri. Non a caso Positano ha sempre evitato lo sbarco delle griffe mondiali. Né Gucci né Prada né Vuitton bensì solo le rinomate e colorate “pezze” che pendono da balconi e botteghe e il turista ci deve passare praticamente attraverso (a Positano naturalmente il vu’ cumprà non è contemplato). Russi, inglesi e americani ne vanno matti.

 Risultati immagini per zeffirelli a positano

Da Positano ci spostiamo a Vico Equense, alla spiaggia di Seiano ed alle Terme dello Scrajo dove fu girato nel 1956 "Maruzzella" con Renato Carosone e Marisa Allasio sogno proibito allora degli italiani e che nel film sfoggia un campionario di bikini ed abiti da sera, da brividi. Renato Carosone interpreta un talentuoso ma squattrinato cantante folgorato da Maruzzella (Marisa Allasio), che però nutre amore per l'amante della matrigna. Il film è uno dei primi "musicarelli" basati sulle hit del momento, come lo era Maruzzella, composta dal maestro, pare per la moglie Lita, con quel famoso e triste ritornello  “Maruzzella Maruzzè, / te miso dint’a ll’uocchie / ‘o mare e me miso / ‘mpietto a me ‘nu dispiacere. / ‘Stu core me fai sbattere / cchiù forte ‘e ll’onne / quanno ‘o cielo è scuro: / primma me dice sì, / po’ doce doce me fai murì, Maruzzella Maruzzè”. Seiano, luogo di strutture ricettive e di ville private, ci accoglie con la seicentesca Torre di Caporivo, d'epoca angioina e più avanti la spiaggia delle calcare dove nel film Renato raccoglieva conchiglie mentre la conturbante Maruzzella si faceva il bagno in un mare come ancora oggi, limpido ed azzurro. "Spiaggia delle calcare" per via di una millenaria attività di trasformazione nei forni della roccia in calce, già praticata in epoca preromana e romana nella piana di Marina d’Aequa ed esportata via mare poi in tutto il Regno di Napoli. Su questo lido, i mastri d'ascia hanno realizzato nel passato bastimenti capaci di solcare gli oceani. Tre km ed andiamo alle Terme dello Scrajo, (dal latino “scrapeus”, “ripido, scosceso”) con la sua spiaggia di acqua sulfurea, lido vip, dove era facile incontrarci, negli anni ottanta, attori che avevano la recita domenicale nell’anfiteatro di Pompei, come Paola Gassman e Ugo Pagliai. In ”Maruzzella” vi sono scene girate al tramonto sul terrazzo circolare, tra la matrigna ed il suo ragioniere. Quella allo Scrajo, è una storia iniziata nel 1833 quando il medico proprietario del fondo, vista la presenza di una sorgente, nota anche da Plinio il Vecchio, incuriosito dall’insolito colore lattiginoso dell’acqua e dal caratteristico odore di uova marce, decise di utilizzarla a fini medicamentosi. E fu una idea vincente: nel 1897 fu infatti premiata per la sua eccellenza terapeutica dalla Società Italiana di Medicina Interna. Oggi alle Terme dello Scrajo si curano con ottimi risultati patologie cutanee, otorinolaringoiatriche e respiratorie, malattie ginecologiche e reumatiche. Usufruendo se si vuole dell’ottimo ristorante e hotel a picco sul mare.

*docente di marketing turistico e local developmen

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