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Ridurre l’impatto ambientale e avviare un progetto pilota, sperimentando sui terreni di Carditello la coltivazione del pomodoro in rotazione con l’utilizzo di matrici organiche, in sostituzione dei concimi chimici inquinanti.

Presentato nel Real Sito di Carditello il progetto innovativo “Miglioramento degli aspetti QUALI-quantitativi di produzioni di POMOdoro in ROtazione con l’utilizzo di matrici organiche (QUALI-POMORO)”, nell’ambito del protocollo siglato da Fondazione Real Sito di Carditello e Università Federico II - Dipartimento di Agraria.

“La Reggia di Carditello torna ad essere una fattoria sperimentale - spiega Maurizio Maddaloni, presidente della Fondazione Real Sito di Carditello - nella direzione tracciata dall’illuminata dinastia borbonica. Una nuova importante collaborazione con il Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II, che conferma e rafforza la vocazione agricola della Reale Delizia e la credibilità istituzionale che ci viene riconosciuta a tutti i livelli. Stiamo lavorando alacremente per coniugare la sostenibilità ambientale con la valorizzazione turistica e culturale del Real Sito, ma soprattutto per riaffermare l’identità della Campania Felix e rendere orgogliosa la popolazione della Terra di lavoro”.

L’obiettivo è validare nuovi protocolli di coltivazione sostenibili e migliorare il rendimento produttivo e la qualità merceologica e organolettica della coltura di pomodoro, mediante l’utilizzo di matrici organiche in rotazione che garantiscono un minor impatto ambientale e un risparmio di concimi di sintesi, capaci di esaltare anche le qualità fisiche e biologiche dei suoli.

“Una iniziativa fondamentale per il governo - afferma l’on. Patrizio Giacomo La Pietra, Sottosegretario di Stato al Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste - che ha messo al centro dell’agenda politica la sovranità alimentare che, necessariamente, passa dal rafforzare le filiere agricole e le filiere alimentari. Questo progetto dimostra come una ricerca finalizzata e puntuale può davvero contribuire a sostenere gli agricoltori, rispetto a ricerche solo teoriche e frammentate che, troppo spesso, non rilasciano risultati concreti sul campo. Una sperimentazione virtuosa che si propone di migliorare la produzione e diminuire la chimica per garantire un reddito maggiore senza compromettere la qualità del prodotto. Ringrazio il presidente Maddaloni per la passione e la determinazione che sta mettendo in campo per valorizzare la vocazione agricola e turistica del Real Sito di Carditello”.

Il Real Sito di Carditello era destinato alla caccia, all’allevamento e alla selezione di cavalli di razza reale, oltre che alla produzione agricola e casearia.

Al suo interno, era presente la “Reale Industria della Pagliara delle Bufale”, dove si producevano i prodotti caseari e dove è nata la prima mozzarella di bufala borbonica.

“Un progetto pilota di valorizzazione del pomodoro - dice l’on. Marco Cerreto, Componente Commissione Agricoltura Camera dei Deputati - in un sito al quale il governo Meloni ha ridato quella centralità che compete per tradizione e storia. Carditello non è solo un luogo storico e culturale molto importante in Italia, ma è stata la prima azienda agricola multifunzionale in Europa. Proprio dalla Reggia borbonica parte questa sperimentazione innovativa con le Op pomodoro del territorio, che rafforza il felice connubio tra la vocazione agricola e quella turistica e culturale”.

Presenti anche le delegazioni delle cinque storiche OP pomodoro, partner del progetto, in rappresentanza del territorio: AOA, APOC, APOPA, Ortofrutta SOLSUD e Terra Orti.

“Questo progetto - a parlare è Mauro Mori, responsabile scientifico - ha la caratteristica di riunire intorno ad un tavolo le principali forze del territorio nell'ambito agricolo: la Fondazione Carditello, che approfondisce la sua vocazione di fattoria modello in grado di ospitare prove agronomiche di lungo periodo; il Dipartimento di Agraria della Federico II che, oltre al contributo scientifico, nell'ambito della terza missione consolida la sua presenza sul territorio; e le OP del pomodoro che sono i principali artefici della realtà agricola territoriale”.

Tra i partner del progetto, anche le due aziende produttrici delle matrici organiche: Davide Letizia(digestato) e BIOS MIMESIS S.R.L. (vermicompost).

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