toma gioacchino

Una poco conosciuta parentesi casertana è il nucleo del libro che Alberico Bojano ha scritto sul famoso pittore Gioacchino Toma.

In un elegante volume di grande formato, con oltre settanta immagini che raffigurano suoi quadri sia di collezioni private che esposti nei musei italiani, insieme ad antiche fotografie e documenti d’epoca, l’autore racconta dell’arresto a Napoli e del suo confino a Piedimonte d’Alife.

Tra la nobiltà borbonica incarnata dalla famiglia Gaetani d’Aragona e la borghesia liberale che faceva capo a Beniamino Caso e Achille Del Giudice, il pittore trova di che vivere grazie alla sua arte lasciando in zona un gran numero di ritratti, opere sacre, affreschi, caricature e nature morte, che ora vengono per la prima volta codificati.

Ma Bojano ci documenta anche su una particolare visita medica al distretto militare e sulla partecipazione di Toma alla battaglia del Volturno tra le file della Legione del Matese.

A metà strada tra il saggio storico e il libro d’arte, il volume appena pubblicato da Guida Editori col titolo “Gioacchino Toma – sorvegliato politico tra artisti, sotterfugi e nobiltà” descrive il passaggio dell’artista dalla natia Puglia salentina alla Napoli che si stava adattando non senza difficoltà alla trasformazione da capitale borbonica a periferia del regno sabaudo.

Dopo il periodo casertano, Gioacchino Toma tornò a Napoli vivendo nell’ambiente pittorico partenopeo dominato dalla personalità di Domenico Morelli, dedicandosi all’insegnamento nelle scuole professionali e poi nell’Accademia di Belle Arti guidata da Filippo Palizzi.

Qui produsse i suoi capolavori, densi di una solitaria autonomia stilistica che lo rese libero da qualsiasi etichetta di scuola, facendolo diventare uno dei maggiori pittori dell’Ottocento italiano. Opere della maturità nelle quali si avverte, come rimarca Bojano in questo libro, l’eco delle opere giovanili lasciate nell’entroterra casertano, che si attestano dunque come il nucleo fondante della sua carriera artistica.

Lontana dal cliché dell’artista romantico ottocentesco, questa originale biografia di Gioacchino Toma ricostruisce la vicenda umana e artistica del grande pittore, svelando uno spaccato denso di psiche, amore e sofferenza, contenuto nella forza empatica dei suoi dipinti.

Il libro sarà presentato al pubblico casertano dal critico d’arte Giorgio Agnisola e dal direttore artistico del Festival dell’Erranza Roberto Perrotti, durante una conversazione che si terrà alle ore 17,30 di giovedì 22 febbraio 2018 presso la libreria Feltrinelli di Caserta.