VALENTINA CORSINIdi VALENTINA CORSINI

 

Più di cento lavoratori della OMA Sud S.p.A., azienda con sede a Capua, oltre a non percepire la dovuta retribuzione da diversi mesi, stanno vivendo con la minaccia di imminenti licenziamenti collettivi. L’Azienda ha difatti comunicato la necessità di dimezzare entro giugno 2017 gli organici per mancanza di commesse. Tutto ciò si ripercuote, economicamente e socialmente, sui lavoratori che, oltre all’assoluta incertezza sul loro futuro lavorativo, stanno vivono quotidiane difficoltà, legate al mancato versamento delle retribuzioni (dal febbraio 2017) e alla mancata percezione della cassa integrazione.

 Le responsabilità di tale gravosa situazione vanno ricondotte all’Azienda la quale, nonostante il sostegno, le agevolazioni ed i fondi ottenuti negli anni dal Ministero dello Sviluppo Economico attraverso i finanziamenti alla ricerca (Legge 808/85), non opera nel quadro di un piano industriale che miri alla salvaguardia degli attuali livelli occupazionali e che possa dare prospettive concrete per il futuro. Il continuo ricorso ad istituti quali la cassa integrazione ed i contratti di solidarietà fa comprendere come l’azienda non abbia un piano di sviluppo coerente. Tale situazione, contestualizzata nella sistemica fase di deindustrializzazione e crisi occupazionale della provincia, diventa ancor più drammatica. Sinistra Italiana mette al cento della propria azione politica il lavoro e la Federazione di Caserta ha già sollevato la questione OMA Sud presentando, per il tramite del senatore De Cristofaro, una interrogazione a risposta scritta ai Ministri competenti (n. 4- 07459 del 9 maggio 2017, seduta n. 818). Sinistra Italiana sosterrà la vertenza dei lavoratori a tutti i livelli, non solo per scongiurare i prossimi licenziamenti collettivi, ma anche per permettere ad una eccellenza nazionale nell’ambito aeronautico, quale è la OMA Sud, di non morire: le comunità capuana e casertana non possono permettersi di perdere una realtà industriale con oltre trent’anni di esperienza e maestranze altamente qualificate, che continua a dare lavoro a decine di famiglie, con l’ulteriore rischio di impoverire un territorio già da tempo in profonda crisi.