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Tre vite in una. Anzi, quattro: l’impiegato di banca, il giornalista, l’addetto stampa in Bankitalia, il magistrato.

L’Autore ci accompagna in un viaggio, tra il pubblico e il privato, alla scoperta di luoghi (la Milano da bere degli anni Ottanta, l’Unione Sovietica di Andropov, la Napoli del Festival Nazionale dell’Unità del 1976, Marano con la giustizia che muore, Lucca e le sue mura) e personaggi, noti e meno noti, con cui è venuto a contatto nel suo variegato percorso professionale.

Da Carlo Azeglio Ciampi a Giancarlo Siani, da Ferdinando Ventriglia a Franzo Grande Stevens, da Corrado Ursi a Paolo Lecaldano, il mitico fondatore della BUR.  Insieme con chi ci ha lavorato si schiudono così le porte di luoghi normalmente inaccessibili, come Palazzo Koch, la sede della Banca d’Italia, o l’Ispettorato Generale del Ministero della Giustizia e si può conoscere il dietro le quinte di un’aula di giustizia.

Il libro racconta le difficoltà, per un giovane, 30 anni fa, come oggi, di approcciare alla professione giornalistica. Ce ne spiega, dal di dentro, le modalità, teoriche e reali, di accesso. Ci racconta le esperienze giovanili dell’Autore, nella Napoli dei vicerè Di Donato-De Lorenzo-Pomicino, da Il Gazzettino Campano a Il lavoro nel Sud, da Napolinotte a Napoliguide, ai primi timidi approcci ai quotidiani nazionali, da Il Sole 24 ore a La Repubblica.

Scopriremo, poi, le scuole per la preparazione al concorso in magistratura e i segreti dell’esame, il tirocinio e il lavoro quotidiano di un giudice. Si affrontano anche temi scomodi e si cerca di offrire delle risposte.  Quanto contano le correnti in magistratura? Esistono davvero le toghe rosse? Quanto guadagna davvero un magistrato? E un funzionario della Banca d’Italia? Davvero i giudici lavorano poco? Perché è finita