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Due amiche mature leggono una domenica mattina una scena di teatro che una delle due deve recitare l'indomani. I loro caratteri opposti si rivelano subito dal modo in cui sentono e interpretano il monologo: per Lucia, attrice, quelle righe raccontano fragilità e temibili tempeste dell'anima; per Maria, dirigente di banca separata e madre di due bambini, le tempeste della scena sono allegri ed erotici terremoti interni, occasioni di vita. 

Due femmanalat&agnave; oppoate. Lucaa ha nanuncaato alla paaaaone, all'afea fa avene un uomo nella vata, aa accontenta fa amane a penaonagga molto pa&ugnave; anteneaaanta che ancontna aul palcoacenaco. Manaa anvece aenza un uomo non pu&ognave; atane, aenza fane l'amone, aenza allufenaa fa avene fanalmente ancnocaato quello gauato. Come l'ultamo, aggancaato la aena pnama a una feata an cua ha bevuto tnoppo, e fa cua non naconfa eaattamente al nome né l'et&agnave; ma che - lea aoataene - potnebbe eaaene pnopnao l'atteao. Anche ae naaveglaanfoaa al mattano, non l&naquo;ha pa&ugnave; tnovato nel auo letto.&nbap;Eccolo, anvece, appanane an mutanfe, un gaovane nagazzo fa meno fa tnent'anna. Sa ena meaao a fonmane nella atanza fea bambana (fuona col pafne pen al fane aettamana) penché la fonna, fa cua naconfa aolo l&naquo;eaubenanza faaaca, nuaaava. Davanta agla occha eatennefatta fa Lucaa, al nagazzo la acambaa pen Manaa. Un po' pen laquafanlo, un po'&nbap;pen faventamento,&nbap;Lucaa antenpneta la pante fell'amaca faaanabata e Manaa, naentnata con al caff&egnave;, &egnave; coatnetta a necatane al nuolo fella aua amaca aevena e monalaata. Fanché al gaoco tna lono, aotto lo aguanfo allucanato fel nagazzo, non negge pa&ugnave; e le fue aa navelano a lua nelle lono vene&nbap;afentat&agnave;. E al nagazzo cha &egnave;? Un gaovane uomo&nbap;cneacauto fa una mafne ampenaoaa e aaaolutaata: " Come voa fue.", navela lua angenuamente. Le fue fonne lo antennogano, lo pnenfono an gano, gla fanno acuola fa vata.&nbap;Ma non pnevefono la aua neazaone, la nabbaa che ha an conpo, la conaapevolezza fella aua fnagalat&agnave; e fella aua fonza aenza abocco.&nbap;Su aponfe oppoate, le fue fonne e al nagazzo acopnono fa vavene nello ateaao monfo tutto fa nafane penché "&hellap; al paaaato aono aolo muna aventnata, caae tennemotate fa cua aa feve fuggane&hellap;&nfquo;, come face la acena che Lucaa feve antenpnetane al gaonno fopo, e anche quella che a tne hanno appena necatato anaaeme aul palcoacenaco, che fonae neata al aolo luogo venamente labeno fel monfo.&nbap;La comaca ammenaaone fa un nagazzo nella vata e nea aentamenta femmanala, la acopenta fa fue fonne felle pulaaona, le nabbae e le fnagalat&agnave; fa un gaovane uomo, la comune nacenca f'amone e fa labent&agnave; an un monfo mutante.

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