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Mancanza di lavoro e contrasto alla disoccupazione, prevenzione dei disagi e delle devianze tra i giovani, lotta alla povertà ed all’emarginazione. Sono queste le principali esigenze dall'attuale panorama nazionale e locale, la cui risposta non può che pervenire da un'azione corale e collettiva degli attori sociali ed istituzionali.

Anche la realtà arcidiocesana beneventana ha espresso il proprio contributo alla gestione delle succitate complessità: declinare l’annuncio evangelico e le opere di apostolato sul vettore della sensibilizzazione all’esercizio della carità e della giustizia sociale, nonché al valore imprescindibile ed irrinunciabile della condivisione comunitaria fraterna, principio di sviluppo e di progresso spirituale, umano, culturale e materiale.

A tal proposito, basti ricordare l’undicesima edizione di CIVES in data 21 ottobre, quale Laboratorio di formazione al bene comune, avente come tematica «Generare vero sviluppo ascoltando il grido dei poveri», nonché teso alla promozione della “logica del legame”, della giustizia sociale e di una rinnovata rieducazione sentimentale come risposte alle sfide emergenti nel campo dell’impresa e del lavoro.

Degno di nota è stata altresì l’apertura del "Charity Shop", nato dalla collaborazione tra Caritas Benevento, Croce Rossa Italiana-Comitato di Benevento e Consorzio “Sale della Terra” Onlus. Un negozio innovativo, dove è possibile scambiare libri e vestiti usati, donare abiti ed, allo stesso tempo, acquistare manufatti artigianali locali. «Un luogo di relazioni» a detta di don Nicola De Blasio, direttore della Caritas Diocesana di Benevento «e di sovversione dell’economia del mercato dove non si incontrano domanda e offerta ma chi dona e chi può prendere».

Da ricordare è anche il convegno Oratorio e nuove generazioni, promosso dal comitato zonale Anspi di Benevento e tenutosi il 24 novembre: nell’attuale contesto sociale individualista, l’oratorio continua ad essere una zona franca per preadolescenti ed adolescenti dove poter sperimentare il valore positivo e costruttivo della condivisione e della comunità.

Fermenti pastorali dal sapore di attenzione sociale e comunitaria, inoltre, continuano ad effondersi anche ad Apice. Il ricco palinsesto pastorale natalizio organizzato dal parroco don Ezio Rotondi, infatti, prevede in data 31 dicembre alle ore 20:30 una serata di condivisione e convivialità per chi, a guisa di diverse vicissitudini, non è riuscito ad organizzarsi diversamente per salutare l’ultimo giorno del 2017. Un’occasione importante per accogliere il 2018 nel segno del vivere e sentire fraterno, in una realtà sociale le cui trame vanno sempre più intessendosi ed intrecciandosi grazie ad un’intensa opera evangelizzatrice parrocchiale, attenta e sensibile alle esigenze spirituali ed umane della comunità.

Personalmente, operatore pastorale nella Parrocchia apicese, impegnato nella cura spirituale dei ragazzi che hanno appena ricevuto la Prima Comunione, sono estremamente felice di osservare il denso lavoro svolto dalla Chiesa Beneventana e dalle tante compagini parrocchiali dell’arcidiocesi. In un’epoca storica complessa, dove le evoluzioni socioculturali ed economiche pongono sfide e quesiti sempre più delicati, l’Arcidiocesi tutta di Benevento sta compiendo una fervente ed instancabile opera di cura spirituale ed umana. I frutti sono importanti: tanti animi si stanno riavvicinando alla Buona Novella dell’Incontro, e nelle menti e nei cuori di tanti sta nascendo un nuovo “stare nel mondo”, capace di interpretare l’oggi ed agire nell’oggi con un senso di consapevolezza e responsabilità sempre più profondo e capace di alterità.